I post, chiamati anche Local Post, sono brevi aggiornamenti che compaiono direttamente nella scheda, su Ricerca e su Maps. Raggiungono le persone in un momento preciso: quando stanno guardando la tua sede e decidendo se venirci.
Sono anche lo strumento della scheda che si abbandona più in fretta. Si pubblica per qualche settimana, non si vede un risultato, si smette. Fino a poco tempo fa mancava un dato per capire se funzionassero. Ora c'è. Questa tappa segue quella sulle categorie. La serie completa sui campi della scheda è raccolta nella guida pratica delle Pillole di Calton.
I tre tipi di post e cosa contengono
La guida di Google ne prevede tre. L'aggiornamento è il formato libero: testo, una foto o un video e un pulsante che porta a una pagina in cui l'utente può completare un'azione, come prenotare o ordinare. L'offerta richiede titolo, date e orario, mostra in automatico il pulsante «Visualizza offerta» e può includere codice coupon e condizioni. L'evento richiede titolo e date di inizio e fine.
Due regole pratiche valgono per tutti. I post pubblicati da più di sei mesi vengono archiviati, a meno che non abbiano un intervallo di date. E un numero di telefono scritto nel testo può far rifiutare il post: Google chiede di usare il pulsante «Chiama ora», che usa il numero verificato della scheda. C'è poi un'eccezione di settore: gli hotel non possono pubblicare post con offerte o sconti.
Le visualizzazioni dei post: il dato che mancava
Google ha reintrodotto il conteggio delle visualizzazioni per ogni post pubblicato, come annunciato dal canale Google Small Business. Il dato copre gli ultimi diciotto mesi, vale per tutti i formati e somma le visualizzazioni su Ricerca e su Maps.
È lo storico disponibile per le visualizzazioni dei post, aggregate tra Ricerca Google e Maps. Permette di confrontare formati e periodi diversi sulla stessa scheda.
Cambia il modo di lavorare. Se un post che consideravi importante ha poche visualizzazioni, hai un motivo concreto per rivedere formato o momento di pubblicazione. Se un tipo di contenuto ne raccoglie sempre di più, sai dove concentrarti. Il limite va tenuto presente: le visualizzazioni dicono quante persone hanno visto il post, non che cosa hanno fatto dopo. Per collegare il clic a un risultato serve un parametro UTM nel link del pulsante.
Cosa scrivere e con quale frequenza
Un post funziona quando risponde alla domanda di chi sta guardando la scheda: perché venire qui, e perché adesso. L'informazione principale va nella prima riga, perché nell'anteprima si legge solo l'inizio. Serve una foto reale della sede o del prodotto, non un'immagine di repertorio. Serve un pulsante coerente con ciò che il post promette.
Sulla frequenza Google non dà una regola. La prassi più diffusa è un post a settimana: abbastanza per avere sempre un contenuto recente in scheda, sostenibile nel tempo. Conta più la continuità del volume. Una scheda con l'ultimo post di otto mesi fa comunica un'attività poco presidiata.
I post hanno anche un effetto indiretto. Insieme a recensioni, servizi e prodotti alimentano le justification, i frammenti di testo che Google mette in evidenza nei risultati locali quando corrispondono alla ricerca dell'utente.
Come pubblicare un post
La pubblicazione parte dal profilo dell'attività:
- Apri il profilo dell'attività. Cerca su Google il nome dell'attività con l'account che la gestisce e seleziona «Post», poi «Aggiungi post».
- Scegli il tipo di post. Seleziona «Aggiornamento», «Offerta» o «Evento».
- Scrivi il testo e aggiungi la foto. Metti l'informazione principale nella prima riga e carica una foto o un video reale.
- Aggiungi il pulsante. Scegli il pulsante di azione e inserisci il link alla pagina della sede, con il parametro UTM.
- Programma o pubblica. Attiva «Programma questo post» per scegliere data e ora, imposta «Si ripete» se serve, poi seleziona «Pubblica».
Due funzioni fanno risparmiare tempo. La programmazione permette di scegliere data e ora di pubblicazione. Il menu «Si ripete» ripubblica il post a intervalli regolari, ogni settimana o ogni mese o con una cadenza personalizzata: utile per appuntamenti fissi, come il menù del giorno o l'apertura domenicale.
I post in una rete: centrale e sedi
Pubblicare un post su una scheda richiede pochi minuti. Farlo ogni settimana su cinquanta schede è un altro lavoro, e pone una domanda: chi scrive? Se scrive solo la sede centrale, i post sono coerenti ma uguali ovunque. Se scrive ogni sede, sono vicini al territorio ma disomogenei, e molte sedi smettono.
Il modello che regge nel tempo divide i compiti. La sede centrale prepara i post di brand, cioè campagne, novità, promozioni nazionali, e li pubblica su tutte le schede insieme. Le sedi aggiungono ciò che è solo loro: un evento, un servizio, un orario straordinario. Con un'attenzione: una promozione valida solo in alcune sedi va pubblicata solo su quelle.
Da dove partire
Apri la scheda di tre sedi e guarda la data dell'ultimo post. Poi guarda le visualizzazioni di quelli pubblicati negli ultimi mesi. Con questi due dati sai già se il problema è la continuità o il contenuto.
Se il problema è pubblicare con regolarità su tutte le sedi, scrivici: vediamo come gestirlo a livello di rete.
Il calendario di rete, pubblicato davvero
I post si fermano quando dipendono dalla costanza di ogni sede. Con il Local Content di Calton pubblicate aggiornamenti per gruppi di sedi o per tutta la rete dalla stessa dashboard: la campagna nazionale esce ovunque lo stesso giorno, le notizie locali solo dove servono.
Il calendario editoriale descritto in questo articolo smette così di essere un foglio di calcolo e diventa una pubblicazione costante.






