Nel settore immobiliare, la competizione locale non si gioca più solo sulla qualità del servizio o sulla forza del brand. Sempre più spesso, il primo confronto avviene su Google, all’interno delle schede locali: un ecosistema dove visibilità, fiducia e completezza delle informazioni determinano chi viene contattato e chi no.
Per comprendere come si stanno muovendo gli operatori del settore, abbiamo analizzato 4.755 schede Google Business Profile di agenzie immobiliari, agenti e consulenti attivi in Lombardia.
Il risultato è una fotografia chiara dello stato della presenza locale: punti di forza diffusi, ma anche molte aree di miglioramento che, se trascurate, generano una perdita concreta di opportunità.
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Un mercato ampio, ma distribuito in modo disomogeneo
Il campione analizzato copre l’intero territorio lombardo, con una forte concentrazione nelle province a maggiore densità urbana ed economica. Milano, Brescia e Bergamo da sole rappresentano la maggior parte delle schede attive, mentre le province minori mostrano una presenza più frammentata.
Questa distribuzione ha un impatto diretto sulla competizione:
- nelle aree ad alta densità, il confronto è immediato e visivo;
- nelle province meno presidiate, piccoli miglioramenti sulla scheda possono fare una grande differenza.
In entrambi i casi, la scheda Google diventa il primo touchpoint commerciale.
Agenzie, franchising e professionisti: convivono, ma non competono allo stesso modo
Dai dati emerge un mercato composto da tre grandi tipologie di operatori:
- agenzie strutturate, spesso parte di reti o franchising;
- agenzie indipendenti, con identità locale forte ma gestione eterogenea;
- agenti e consulenti immobiliari singoli, sempre più presenti nelle ricerche locali.
Il punto chiave non è chi sei, ma come ti presenti su Google.
Le ricerche locali mettono fianco a fianco soggetti molto diversi, valutati con gli stessi criteri: completezza della scheda, recensioni, aggiornamento delle informazioni, chiarezza del posizionamento.
Naming delle schede: il primo segnale di chiarezza (o confusione)
Il nome della scheda è uno degli elementi più sottovalutati, ma anche uno dei più impattanti.
Nel dataset analizzato emergono pattern molto diversi:
- naming con brand + località;
- naming generico senza riferimento territoriale;
- uso esclusivo del nome e cognome per agenti e consulenti.
Quando il naming non è chiaro o coerente:
- l’utente fatica a capire chi ha davanti;
- il confronto con altre schede diventa penalizzante;
- il brand perde forza nella fase di scelta.
In un contesto competitivo, la chiarezza non è un dettaglio: è un vantaggio.
Categorie: molte schede non sfruttano appieno il potenziale
Tutte le schede utilizzano una categoria primaria coerente con il settore (agenzia immobiliare), ma oltre metà non utilizza categorie secondarie o le usa in modo poco strategico.
Questo significa rinunciare a intercettare ricerche ad alta intenzione come:
- valutazioni immobiliari,
- consulenza,
- compravendita o locazione.
Le categorie non servono solo a “descrivere” l’attività, ma aiutano Google a capire quando mostrarla.
Informazioni operative: quando mancano, il contatto si perde
Analizzando i campi fondamentali delle schede emergono alcune criticità ricorrenti:
- orari di apertura assenti o incompleti su una quota rilevante di profili;
- numero di telefono quasi sempre presente, ma spesso come unico elemento curato;
- link al sito mancante in molti casi o sostituito da portali esterni.
Ogni informazione mancante introduce un dubbio.
Ogni dubbio riduce la probabilità di contatto.
Google premia le schede complete perché aiutano l’utente a decidere più velocemente. Le schede incomplete, al contrario, vengono scartate senza che l’operatore se ne accorga.
Recensioni: non conta solo il voto, ma il contesto
Il settore immobiliare lombardo mostra un voto medio elevato, segnale di una buona qualità percepita.
Tuttavia, il numero di recensioni è molto disomogeneo:
- molte schede hanno poche recensioni;
- una quota significativa non ne ha nessuna;
- poche schede concentrano volumi elevati e dominano visivamente i risultati.
Nelle ricerche locali, Google non mostra “il migliore in assoluto”, ma mette a confronto alternative.
Chi ha più recensioni, aggiornate e contestualizzate, parte avvantaggiato.
“People also search”: il confronto è automatico, anche se non lo scegli
Un elemento spesso ignorato è il confronto implicito che Google costruisce attorno a ogni scheda.
All’interno delle ricerche locali, l’utente vede altre agenzie, altri agenti, altri brand suggeriti come alternative.
Questo significa che:
- non esiste una scheda isolata;
- ogni profilo viene valutato in relazione agli altri presenti nella stessa area;
- rating, recensioni e completezza diventano criteri di selezione immediata.
Non presidiare bene la propria scheda significa lasciare spazio ai competitor, anche involontariamente.
Perché i dettagli fanno la differenza
Dall’analisi emerge un punto chiave:
nel settore immobiliare, non servono azioni complesse per migliorare la visibilità, ma una gestione consapevole e continua della scheda Google.
Verifica, coerenza del naming, categorie corrette, informazioni complete, recensioni governate: sono tutti elementi che incidono direttamente su visibilità e contatti.
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Questa analisi è solo una sintesi dei principali insight emersi.
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