Il nome è il primo dato che un utente legge nella scheda e uno dei pochi su cui Google ha una regola semplice: deve essere quello con cui l'attività è conosciuta nel mondo reale. La stessa parola sull'insegna, sul sito, sui materiali.

È anche il campo in cui si sbaglia più spesso, quasi sempre per eccesso: una città, un servizio, uno slogan aggiunti per farsi trovare. In una rete basta che lo faccia una sede perché le schede dello stesso brand smettano di presentarsi allo stesso modo. Questa tappa viene dopo la verifica della scheda. Nelle Pillole di Calton, la guida pratica all'ottimizzazione delle schede Google, è la terza.

Cosa chiede Google al nome dell'attività

Le linee guida per la rappresentazione delle attività chiedono di presentare l'attività «per come viene effettivamente riconosciuta nel mondo reale», con insegna, cancelleria e altri elementi di marca. Tutto ciò che non fa parte del nome reale non va nel campo del nome.

L'elenco di ciò che Google considera informazione non necessaria è lungo: slogan, codici del negozio, simboli di marchio registrato, parole scritte tutte in maiuscolo, orari, numeri di telefono, indirizzi web, indicazioni sui prodotti o servizi offerti, informazioni sulla posizione come la via, la città o il centro commerciale in cui si trova la sede. Ognuna di queste informazioni ha un campo dedicato altrove nella scheda.

«Ottica Aurora» è conforme. «Ottica Aurora Bergamo – Lenti a contatto e occhiali da sole» no: aggiunge una città e due prodotti.

Perché le parole chiave nel nome sono un rischio

Va detto con chiarezza: inserire parole chiave nel nome funziona. Secondo il report di Whitespark sui fattori di posizionamento locale, la presenza di parole chiave nel nome dell'attività è tra i segnali più pesanti della scheda. È il motivo per cui la tentazione è così diffusa.

Il problema è che viola le linee guida, e chiunque può segnalarlo: un concorrente, un utente, Google stessa. Le conseguenze vanno dalla correzione automatica del nome fino alla sospensione del profilo. Una scheda sospesa non compare nei risultati e, se era verificata, deve ripetere il percorso. Per una rete il rischio si moltiplica: una pratica scorretta applicata a tutte le sedi espone tutte le sedi.

Il vantaggio di una parola chiave nel nome dura finché nessuno lo segnala. La sospensione dura finché Google non riesamina la scheda.

Stesso nome in tutte le sedi: la regola per le catene

Per le catene Google è esplicito: tutte le sedi devono avere lo stesso nome, a meno che l'insegna reale non vari da una sede all'altra. Le eccezioni previste riguardano i casi in cui il brand usa davvero nomi diversi, per esempio un formato distinto come un punto vendita «express».

Nella pratica le differenze nascono da sole. Una sede creata da un responsabile che ha aggiunto il quartiere. Un'altra scritta in maiuscolo. Una terza con la ragione sociale al posto dell'insegna. Per chi cerca, l'effetto è un brand che sembra tre aziende diverse. Per Google, e per i sistemi di intelligenza artificiale che confrontano le fonti, è un dato incoerente: nome, indirizzo e telefono devono coincidere tra scheda, sito ed elenchi online.

Come modificare il nome della scheda

Il nome si cambia dal profilo dell'attività, in tre passaggi:

  1. Apri il profilo dell'attività. Cerca su Google il nome della tua attività con l'account che la gestisce e seleziona «Modifica profilo».
  2. Vai al campo del nome. Nella scheda «Informazioni» seleziona «Nome dell'attività commerciale».
  3. Inserisci il nome dell'insegna e salva. Scrivi il nome esattamente come compare sull'insegna, senza aggiunte, e seleziona «Salva».
Schermata ricreata del profilo dell'attività su Google: pulsante Modifica profilo e campo Nome dell'attività commerciale nella scheda Informazioni
Il percorso: «Modifica profilo», scheda «Informazioni», campo «Nome dell'attività commerciale».

Due avvertenze. La modifica viene esaminata da Google prima di essere pubblicata e, come indica la guida, se cambi il nome dopo la verifica potresti dover verificare di nuovo la scheda. Meglio quindi non cambiare il nome nelle stesse settimane in cui si interviene su indirizzo o categoria.

Schema di sintesi sul nome della scheda Google: cosa è conforme, cosa non lo è e i tre rischi di un nome non conforme, correzione, segnalazione e sospensione
Il nome in sintesi: cosa ammette Google e cosa rischia chi aggiunge altro.

Una prova da fare subito

Cerca su Google Maps il nome del tuo brand e scorri l'elenco delle sedi. I nomi sono scritti tutti allo stesso modo? Le differenze che trovi sono la tua lista di correzioni.

Se le sedi sono molte e correggerle una per una non è praticabile, parliamone: in Calton i dati delle schede si aggiornano in modo centralizzato su tutte le sedi.

Come ti aiuta Calton

Un'insegna scritta allo stesso modo in ogni sede

Quando il nome si corregge sede per sede, nel giro di qualche mese le varianti ritornano: un quartiere aggiunto qui, una ragione sociale là. Dalla dashboard Calton il nome dell'insegna si aggiorna su tutte le schede in un solo passaggio, e già nell'onboarding il team Calton individua le sedi con aggiunte non ammesse.

Per i casi dubbi, come un formato con un'insegna diversa o un nome che Google non accetta, il team di assistenza vi aiuta a scegliere la forma corretta prima di modificare.

Come funziona il Local Listing →