Avere la proprietà di una scheda non basta. Finché Google non la verifica, le informazioni che inserisci possono non essere mostrate, non puoi rispondere alle recensioni e foto e video non compaiono. La verifica è il controllo con cui Google accerta che l'attività esista a quell'indirizzo e che chi gestisce il profilo sia autorizzato a rappresentarla.
Per una sede sola è un passaggio da fare una volta. Per una rete è un processo che torna a ogni apertura, trasloco o cambio di insegna. Questa tappa segue quella sulla proprietà della scheda.
I metodi di verifica non li scegli tu
È il punto che sorprende di più. Nella guida ufficiale Google scrive che i metodi vengono determinati automaticamente e non possono essere modificati. Quelli proposti dipendono dal tipo di attività, dalle informazioni pubbliche disponibili, dalla zona e dall'orario di apertura. In alcuni casi ne viene richiesto più di uno.
I metodi possibili sono quattro. Con telefono o SMS ricevi un codice al numero dell'attività: i sistemi a risposta automatica non lo ricevono, quindi un centralino con menu vocale fa fallire il tentativo. Con l'email il codice arriva a un indirizzo indicato da Google. Il video si gira dal vivo con lo smartphone, dal profilo dell'attività: almeno 30 secondi senza interruzioni, perché i video già registrati non sono ammessi. La videochiamata in diretta si può fare solo durante l'orario di apertura della sede.
Cosa mostrare nella verifica video
Che sia girato dal profilo o mostrato in videochiamata, il video deve dimostrare tre cose, e conviene prepararle prima di iniziare. La posizione: l'insegna esterna, le attività vicine o un cartello stradale che confermi l'indirizzo. L'attività: prodotti, attrezzature con il marchio, materiali che usi per servire i clienti. La gestione: l'accesso a ciò che è riservato al personale, come la cassa, il retro, il magazzino, oppure l'apertura della sede con le chiavi. Da non riprendere: dati sensibili, informazioni private e volti di altre persone.
Chi registra deve quindi trovarsi fisicamente in sede e avere accesso alle aree riservate. In una rete significa che la verifica video non si fa dalla sede centrale: va affidata al responsabile del punto vendita, con istruzioni precise. Abbiamo raccolto i dettagli nell'articolo sulla verifica con video.
Come avviare la verifica
La procedura è breve. La parte lunga è l'attesa:
- Trova la scheda. Accedi con l'account che gestisce il profilo e cerca su Google il nome dell'attività e la città.
- Seleziona «Esegui la verifica». Nel profilo dell'attività scegli «Esegui la verifica» per vedere i metodi disponibili per quella sede.
- Completa il metodo proposto. Inserisci il codice ricevuto per telefono, SMS o email, oppure gira il video dal vivo o avvia la videochiamata.
- Attendi l'esame senza modificare i dati. Google esamina la richiesta entro cinque giorni lavorativi. Nel frattempo non cambiare nome, indirizzo e categoria.
È il tempo massimo indicato da Google per l'esame della verifica dopo che hai completato i passaggi. In rari casi può servire di più.
Durante questa finestra conviene non toccare nome, indirizzo e categoria. Una modifica mentre Google esamina la richiesta può allungare i tempi o richiedere una nuova verifica: meglio aspettare l'esito prima di cambiarli.
Se la verifica non va a buon fine
Google descrive tre segnali, ognuno con il suo rimedio.
Ricompare il pulsante «Esegui la verifica». Significa che Google non è riuscita a verificare del tutto l'attività. Si riprova, e se il profilo propone più opzioni conviene cambiare metodo invece di ripetere quello che non ha funzionato.
Arriva la notifica «Esamina i problemi». Riguarda la verifica video: il video non è stato accettato. Selezionando la notifica si leggono le istruzioni per rimediare. Prima di girarne un altro vale la pena ricontrollare le tre prove: posizione, attività, gestione. Un video girato tutto all'interno, senza insegna né strada, non dimostra dove si trova la sede.
Google chiede informazioni aggiuntive per una seconda verifica. Di solito accade quando alcuni dettagli dell'attività sono stati aggiornati di recente. Si seleziona «Esegui la verifica» e si ripete la procedura con i dati corretti.
Per i casi che non si sbloccano Google rimanda al forum della propria community di assistenza.
Quando una scheda già verificata va verificata di nuovo
La verifica non è per sempre. Due modifiche la rimettono in discussione, e Google le indica nella pagina su come modificare il profilo. Se sposti l'attività a un nuovo indirizzo dopo la verifica, devi verificarla di nuovo. Se cambi il nome dopo la verifica, potresti doverla verificare di nuovo.
Per una rete sono due eventi ricorrenti: i traslochi e i cambi di insegna. Vanno trattati come le aperture, con la verifica messa in calendario insieme al resto. Un cambio di insegna applicato a tutte le schede nello stesso giorno, senza prevedere chi rifarà la verifica in ogni sede, può lasciare una parte della rete con modifiche non pubblicate.
La verifica in una rete: aperture e verifica collettiva
L'errore tipico delle reti è di calendario. Si apre una nuova sede, si crea la scheda negli stessi giorni, qualcuno corregge l'indirizzo o cambia la categoria mentre la verifica è in corso. Il controllo riparte e la sede resta invisibile su Google proprio nelle settimane dell'inaugurazione. La scheda va creata con dati definitivi e la verifica va avviata prima dell'apertura, non dopo.
Per chi gestisce dieci o più sedi della stessa attività esiste la verifica collettiva: si richiede una volta per l'account e, quando viene concessa, risultano verificati tutti i profili idonei dell'account non ancora rivendicati da altri.
Le condizioni sono precise. Servono almeno dieci profili della stessa attività: quelli duplicati, sospesi o disattivati non contano, e un'agenzia che gestisce più attività nello stesso account non può usarla. Il foglio di lavoro deve contenere tutti i profili gestiti, senza escluderne nessuno, e il numero deve rispecchiare le dimensioni reali della catena: in caso contrario Google può chiedere delle prove. Caricare il foglio non equivale a richiedere la verifica: la richiesta va inviata a parte. E anche con la verifica collettiva Google può chiedere di confermare l'esistenza di una sede con un video, girato da un rappresentante autorizzato presente sul posto.
È un motivo in più per sistemare prima nomi, categorie e doppioni: sono esattamente le cose che Google controlla.
Il secondo strumento utile è il più semplice: aggiungere all'elenco delle sedi una colonna con lo stato di verifica di ogni scheda. Una scheda che perde la verifica dopo un trasloco o un cambio di proprietario non avvisa nessuno.
Una domanda per la tua rete
Quante schede della tua rete risultano oggi verificate, e quante no? Se non hai il numero a portata di mano, è il primo dato da recuperare: tutto ciò che segue in questo percorso si applica solo alle schede verificate.
Con proprietà e verifica a posto si entra nei dati della scheda, a partire dal primo che un utente legge.
La verifica, comprese le nuove sedi
Con Calton la verifica delle schede fa parte dell'onboarding: se ne occupa il team Calton, insieme alla persona che in ogni sede deve girare il video o ricevere il codice.
Il supporto non finisce lì. Quando la rete cresce, il team vi affianca nella creazione e nella verifica delle schede delle nuove sedi, così ogni apertura arriva su Google con dati definitivi e la verifica già avviata. Per traslochi e cambi di insegna, che rimettono in discussione la verifica, l'assistenza Calton vi segue passo per passo.






