Gli orari sono l'informazione che un utente controlla un attimo prima di muoversi. Se sono sbagliati, il danno è immediato: una porta chiusa, un cliente perso e, spesso, una recensione che lo racconta a tutti gli altri.

Sono anche un dato che pesa sulla visibilità. Alla fine del 2023 Google ha confermato che essere aperti al momento della ricerca è diventato un segnale più forte per la posizione nei risultati locali, nelle ricerche che non cercano un'attività per nome. Questa tappa arriva dopo quella sulla misurazione con Google Analytics. Le tappe della serie sono raccolte nella guida pratica delle Pillole di Calton, una per ogni campo della scheda.

Orario normale, orari speciali, orari stagionali

Google distingue tre livelli, e usarli bene evita la maggior parte degli errori. L'orario di apertura è quello in cui l'attività è normalmente aperta al pubblico. Gli orari speciali servono per le variazioni brevi, cioè festività, eventi, circostanze eccezionali: si impostano per data e non modificano l'orario normale. Gli orari stagionali riguardano chi cambia orario per un periodo lungo, come uno stabilimento o un punto vendita in una località turistica: in stagione diventano l'orario normale.

Nella guida agli orari speciali ci sono due indicazioni che molte reti non applicano. La prima: conviene confermare gli orari delle festività ufficiali anche quando coincidono con quelli normali, così chi cerca sa che il dato è stato controllato. La seconda è un limite.

6 giorni

È la durata massima di una chiusura che puoi gestire con gli orari speciali. Se la sede resta chiusa per almeno sette giorni consecutivi, Google chiede di contrassegnarla come «Chiusa temporaneamente».

Quale orario indicare, settore per settore

Quando un'attività ha più orari, le linee guida dicono quale usare. Una banca indica l'orario di apertura al pubblico e, solo se non c'è, quello del bancomat. Una concessionaria quello della vendita, e se nuovo e usato hanno orari diversi quello delle auto nuove. Un distributore quello delle pompe di carburante. Un ristorante quello in cui si può entrare e sedersi.

Quando i reparti hanno davvero orari diversi e sono riconoscibili come entità distinte, per esempio la farmacia interna a un supermercato, possono avere una scheda propria. In tutti gli altri casi vale la regola: un orario principale, quello che interessa a chi sta per venire.

Come impostare gli orari speciali

Gli orari speciali si impostano dalla scheda «Orario» del profilo:

  1. Apri il profilo dell'attività. Cerca su Google il nome dell'attività con l'account che la gestisce e seleziona «Modifica profilo», poi «Orario».
  2. Apri gli orari speciali. Nella sezione «Orario di apertura» seleziona «Modifica» accanto a «Orari speciali».
  3. Scegli la data. Conferma una delle date suggerite da Google oppure aggiungi una data personalizzata.
  4. Indica apertura o chiusura. Se la sede è aperta inserisci orario di apertura e di chiusura, se è chiusa lascia selezionata la casella «Chiuso».
  5. Salva. Seleziona «Salva». L'orario normale resta invariato.
Schermata ricreata del profilo dell'attività su Google: scheda Orario con l'orario di apertura normale e la sezione Orari speciali compilata per una festività
Il percorso: «Modifica profilo», scheda «Orario», sezione «Orari speciali».

Quando un giorno festivo non ha orari confermati, chi cerca non sa se l'orario mostrato vale anche per quel giorno. Per chi sta decidendo dove andare è un motivo per scegliere un'altra attività. Un dettaglio tecnico: gli orari speciali compaiono solo se l'orario di apertura della scheda è impostato su «Aperta (orario standard specificato)».

Gli orari in una rete: chi li aggiorna e quando

In una sede sola l'orario lo conosce chi apre la porta. In una rete lo conosce il punto vendita, ma la scheda spesso la gestisce la sede centrale. Lo scarto tra chi sa e chi può modificare è l'origine degli orari sbagliati.

Servono due cose. Un calendario: l'elenco delle festività dell'anno, patrono locale compreso, con la data entro cui ogni sede comunica le proprie aperture. E un metodo per aggiornare molte schede insieme: da dieci sedi in su il foglio di lavoro per il caricamento collettivo ha una colonna dedicata agli orari speciali.

C'è poi un segnale da tenere d'occhio nelle recensioni. Se «chiuso», «orari sbagliati» o «ho trovato chiuso» tornano in più sedi, il problema non è della singola sede: è nella procedura con cui la rete aggiorna gli orari. Ne parliamo nell'articolo su come gestire le recensioni negative.

Schema di sintesi sugli orari della scheda Google: orario di apertura, orari speciali e orari stagionali, e il flusso in quattro passaggi per aggiornarli in una rete di sedi
Gli orari in sintesi: i tre livelli previsti da Google e come tenerli aggiornati su molte sedi.

Una domanda per la sede centrale

Chi aggiorna gli orari straordinari delle tue sedi, e con quanto anticipo? Se la risposta cambia da sede a sede, il prossimo festivo è l'occasione per fissare una regola. Se vuoi vedere come aggiornarli su tutta la rete da un'unica dashboard, scrivici.

Come ti aiuta Calton

Festivi e chiusure pubblicati prima, in ogni sede

Il problema degli orari speciali, in una rete, è l'ultima sede che resta indietro. Con Calton gli orari di Natale, Ferragosto o di una chiusura straordinaria si caricano in blocco sulle schede Google Business Profile di tutte le sedi interessate.

E quando nelle recensioni compare «ho trovato chiuso», la topic analysis lo segnala per sede: è il controllo a posteriori che dice se il calendario ha funzionato.

Come funziona il Local Listing →