In una rete le sedi non stanno ferme. Ogni anno qualche punto vendita apre, qualcuno si sposta in un locale più grande, qualcuno chiude per lavori, qualcuno chiude per sempre. Per l'ufficio rete sono eventi pianificati con mesi di anticipo; per le schede Google, troppo spesso, diventano un pensiero dell'ultimo giorno. Il risultato si vede su Maps: la nuova apertura che non compare, la sede trasferita che manda i clienti al vecchio indirizzo, il negozio chiuso che risulta ancora aperto.
Google ha una procedura precisa per ciascuno di questi eventi, e quasi nessuna prevede di creare una scheda nuova. In questo articolo le mettiamo in fila con i tempi da rispettare e con un'idea di chi, in una rete, se ne deve occupare. Fa parte della nostra guida al presence management per brand multisede.
Prima di aprire: la scheda con la data di apertura
Una nuova sede può comparire su Google prima dell'inaugurazione. Nel profilo si inserisce la data di apertura, che può essere fissata fino a un anno da oggi, e si verifica l'attività: da quel momento il profilo viene mostrato su Google 90 giorni prima della data indicata (assistenza Google sulla data di apertura). Dopo l'apertura, per altri 90 giorni, la scheda porta l'etichetta «Di recente apertura».
Per una rete questo cambia il calendario. Se la scheda viene creata il giorno dell'inaugurazione, la sede parte senza visibilità proprio nelle settimane in cui investe di più in comunicazione locale. Se viene creata con la data di apertura almeno tre mesi prima, chi cerca il brand in quella zona la trova già, con l'indirizzo giusto e la data in cui potrà entrare. La scheda va creata nel gruppo di sedi corretto, con il codice negozio assegnato secondo la convenzione della rete, e va inserita nell'anagrafica interna come «in apertura». Se le aperture sono molte, le sedi si possono aggiungere e verificare insieme, come spieghiamo nell'articolo sulla verifica collettiva e il caricamento in blocco.
Il trasferimento: si aggiorna la scheda, non se ne crea un'altra
È l'errore più costoso, perché è quello che produce più duplicati. Quando una sede cambia indirizzo, la tentazione è aprire una scheda nuova per il nuovo locale e lasciare quella vecchia al suo destino. Google chiede il contrario: il profilo esistente va aggiornato con il nuovo indirizzo (assistenza Google sui profili duplicati). In questo modo la sede conserva recensioni, foto e storico, e non nascono due schede in concorrenza tra loro.
C'è un passaggio che va messo in conto. Se un'attività verificata si sposta a un nuovo indirizzo, deve essere verificata di nuovo (assistenza Google sulla modifica del profilo). Tra i metodi possibili c'è la verifica tramite video: una ripresa unica dal vivo di almeno 30 secondi che mostri la posizione, l'insegna e una prova che l'attività è gestita da chi la registra, con una revisione che può richiedere fino a 5 giorni lavorativi (assistenza Google sulla verifica tramite video). Per questo il cambio di indirizzo si fa quando il nuovo locale è davvero operativo, con l'insegna montata, e non settimane prima. Il dettaglio passo per passo per la singola scheda è nell'articolo su come gestire lo spostamento di un'attività su Google Business Profile; i metodi di verifica sono spiegati nell'articolo sulla verifica della scheda Google.
La chiusura temporanea: lavori, ristrutturazioni, stagionalità
Una sede che chiude per lavori non deve sparire da Google, ma nemmeno risultare aperta. La regola di Google è semplice: per chiusure di più di 7 giorni si usa l'opzione «Chiuso temporaneamente», per chiusure più brevi si usano gli orari speciali (assistenza Google sulle chiusure). La differenza non è formale. Una scheda chiusa temporaneamente dice al cliente che la sede tornerà; degli orari speciali sbagliati, invece, lo mandano davanti a una saracinesca abbassata.
Le reti con sedi stagionali, nei luoghi di villeggiatura o nei centri commerciali che chiudono per alcune settimane, possono gestire così l'intera chiusura invernale o estiva. Quando le sedi da chiudere sono molte, non serve farlo una per una: dalla Gestione dei profili si selezionano nell'elenco e si contrassegnano insieme dal menu Azioni. Lo stesso vale alla riapertura, che va annotata in calendario: una sede riaperta ma ancora segnata come chiusa perde clienti senza che nessuno se ne accorga. Per le chiusure di pochi giorni, come festività e ponti, rimandiamo all'articolo sugli orari speciali di una rete nelle festività.
La chiusura definitiva: la scheda non si elimina
Quando una sede chiude per sempre, la scheda va contrassegnata come chiusa definitivamente. Non va eliminata e non va lasciata com'è: il profilo resta visibile a chi lo cerca, con l'indicazione che l'attività è chiusa, e i clienti non perdono tempo. Eliminare la scheda, al contrario, lascia spazio a un profilo creato da altri con dati non controllati, che è una delle cause dei duplicati descritte nell'articolo su come censire e risolvere le schede duplicate.
Il caso più delicato è la chiusura che coincide con un'apertura nella stessa zona. Se la nuova sede è a tutti gli effetti la stessa attività che si sposta, è un trasferimento e si aggiorna l'indirizzo. Se invece è una sede diversa, con un altro codice e magari un altro format, la vecchia si chiude definitivamente e la nuova ha la sua scheda. Decidere quale dei due casi si applica è una scelta della rete, e conviene scriverla prima, non sul momento.
| Evento | Cosa fare su Google | Tempi e attenzione |
|---|---|---|
| Nuova apertura | Creare la scheda con la data di apertura e verificarla | Data entro un anno; la scheda compare 90 giorni prima |
| Trasferimento | Aggiornare l'indirizzo del profilo esistente | Nuova verifica dopo lo spostamento; mai una scheda nuova |
| Chiusura fino a 7 giorni | Orari speciali per i giorni di chiusura | Da impostare prima della chiusura |
| Chiusura oltre 7 giorni | Contrassegnare «Chiuso temporaneamente» | Più sedi insieme dal menu Azioni; annotare la riapertura |
| Chiusura definitiva | Contrassegnare «Chiuso definitivamente» | Non eliminare la scheda |
La procedura scritta: chi avvisa chi, e quando
Le regole di Google sono chiare; quello che manca nelle reti è il passaggio di informazioni. L'apertura la decide lo sviluppo, il trasferimento il facility management, la chiusura temporanea l'area manager, la chiusura definitiva la direzione. Chi gestisce le schede lo viene a sapere per ultimo, a volte dai clienti. La soluzione è una procedura breve in cui ogni evento ha un responsabile della comunicazione, un termine entro cui avvisare e una persona che esegue l'azione su Google, con i permessi giusti nel gruppo di sedi come spieghiamo nell'articolo su gruppi di sedi e accessi.
Un termine ragionevole, per le aperture, è la firma del contratto di locazione: è il momento in cui la sede diventa certa e ci sono ancora i 90 giorni per farla comparire prima dell'inaugurazione. Per trasferimenti e chiusure basta che l'avviso arrivi prima dell'evento, non dopo. E ogni evento chiuso su Google va riportato nell'anagrafica interna, perché è da lì che parte il controllo periodico della rete.
Gli eventi della rete gestiti da un'unica piattaforma
Con il Local Listing di Calton orari e informazioni delle schede Google Business Profile di tutte le sedi si aggiornano da un'unica piattaforma: quando una o più sedi cambiano orari o informazioni la modifica parte dal centro, anche in blocco, senza entrare scheda per scheda nei singoli account.
All'avvio il team Calton cura l'onboarding e la verifica delle schede insieme all'azienda, comprese le nuove sedi che si aggiungono nel tempo; assistenza e customer success seguono i casi in cui serve una nuova verifica o un intervento con Google.
Le procedure citate vengono dalle pagine di assistenza di Google Business Profile su data di apertura, modifica del profilo, profili duplicati, chiusure e verifica tramite video, linkate nel testo e consultate il 16 ottobre 2026.






