Va detto con onestà: la descrizione non è tra i fattori che pesano di più sul posizionamento. Nel report di Whitespark categorie e recensioni contano molto di più. Chi promette di scalare i risultati riscrivendo la descrizione promette troppo.
È però l'unico spazio della scheda in cui l'attività si presenta con parole proprie. Tutto il resto sono campi: qui c'è un testo. E nella maggior parte delle schede quel testo è generico, copiato o vuoto. Questa tappa segue quella sui post.
Cosa chiede Google alla descrizione
Le linee guida indicano a che cosa serve il campo: fornire informazioni utili su servizi e prodotti offerti, sulla missione e sulla storia dell'attività. E indicano tre cose che non deve contenere.
Niente contenuti di bassa qualità: errori, caratteri usati per attirare l'attenzione, frasi senza senso. Niente promozioni, prezzi e offerte: gli esempi di Google sono «Svendita totale, tutto al 50%» e «I migliori croissant a 1 €». Niente link, di nessun tipo. Per le promozioni esistono i post, per i link i campi dedicati.
È lo spazio massimo della descrizione. Nella scheda se ne legge subito solo la prima parte: ciò che conta va nelle prime due righe.
Come costruirla: tre informazioni in ordine
Una descrizione utile risponde a tre domande, in quest'ordine. Che cosa fai, con i nomi dei servizi e non con gli aggettivi: «esame della vista, occhiali da vista e da sole, lenti a contatto» dice più di «soluzioni di qualità per il tuo benessere visivo». Per chi e dove: la zona servita, il tipo di cliente. Che cosa ti distingue, purché sia verificabile: da quanti anni esisti, una specializzazione, un servizio che i concorrenti vicini non hanno.
Un esempio. «Offriamo servizi di qualità ai nostri clienti con professionalità e passione» potrebbe stare sulla scheda di chiunque. «Ottica Aurora è a Bergamo dal 1998. In sede trovi esame della vista su appuntamento, laboratorio interno per il montaggio delle lenti e un reparto dedicato agli occhiali per bambini» dice che cosa aspettarsi.
Le parole con cui i clienti cercano trovano posto in modo naturale se descrivi ciò che fai. Elencarle una dietro l'altra non migliora la posizione e rende il testo illeggibile.
In una rete: una parte comune, una parte della sede
Il problema delle reti è il copia e incolla. La stessa descrizione su ottanta schede è comoda e spreca lo spazio: non dice nulla di ciò che rende diversa la sede di Bergamo da quella di Brescia.
La soluzione è un modello in due parti. La prima, uguale per tutti, presenta il brand in due frasi. La seconda, scritta per la sede, dice ciò che vale solo lì: i servizi presenti, il quartiere o il centro commerciale, il parcheggio, la data di apertura. Così il brand resta riconoscibile e ogni scheda ha qualcosa di suo. È lo stesso principio visto per le pagine di sede.
Come modificare la descrizione
La descrizione si modifica dalla scheda «Informazioni»:
- Apri il profilo dell'attività. Cerca su Google il nome dell'attività con l'account che la gestisce e seleziona «Modifica profilo».
- Vai alla descrizione. Nella scheda «Informazioni» seleziona «Descrizione».
- Scrivi il testo. Inserisci fino a 750 caratteri: cosa fai, per chi e dove, cosa ti distingue. Niente link, prezzi o promozioni.
- Salva. Seleziona «Salva». La modifica viene esaminata prima di essere pubblicata.
Una prova da un minuto
Copia la descrizione di una tua sede e togli il nome del brand. Si capisce ancora di chi parla? Se potrebbe essere quella di un concorrente qualsiasi, è da riscrivere. Se è identica a quella della sede accanto, manca la parte che riguarda la sede.
Cosa scrivere nella parte della sede
Le descrizioni di tutte le schede, con Calton, si aggiornano da un unico punto: conviene quindi impostarle una volta con criterio, il racconto del brand uguale per tutti e per ogni sede ciò che la distingue davvero.
Per scegliere cosa mettere nella parte della sede, la fonte migliore sono i clienti. La topic analysis delle recensioni mostra di cosa parlano in quella sede, dal parcheggio ai servizi: spesso è proprio ciò che chi cerca vuole leggere prima di scegliere.






