Prima di leggere una recensione o controllare un orario, chi apre una scheda guarda le foto. In pochi secondi si fa un'idea del posto: se è curato, se è quello che cercava, se riconoscerà l'ingresso quando arriva.

Le foto sono anche l'elemento della scheda su cui esiste il dato più netto sul rapporto tra quantità e risultati. E quello su cui, in una rete, le sedi sono più diverse tra loro. Questa tappa segue quella sulla descrizione. La guida pratica delle Pillole di Calton riunisce tutte le tappe in un solo documento.

Quante foto servono: cosa dicono i dati

Google non indica un numero di foto consigliato. Indica requisiti tecnici e di qualità. Il riferimento sul numero viene da un'analisi del 2019 pubblicata da Search Engine Land, che ha confrontato le azioni ricevute dalle schede in base al numero di immagini.

+520%

Le chiamate ricevute in più, rispetto alla media, dalle attività con oltre 100 foto. Per le richieste di indicazioni stradali il dato è +2.717%, per i clic al sito +1.065% (fonte: Search Engine Land, 2019).

All'estremo opposto, le schede con una sola foto ricevono il 71% di chiamate in meno della media. È una correlazione, non una garanzia: le attività con molte foto sono spesso anche le più curate sotto ogni altro aspetto. Ma l'indicazione è chiara, e porta a due soglie pratiche: almeno dieci foto per non avere una scheda povera, oltre cento come obiettivo.

Requisiti di Google: formato, dimensioni, qualità

Qui le regole sono precise e stanno nella guida su foto e video. Il formato è JPG o PNG. Il peso è compreso tra 10 kB e 5 MB. La risoluzione consigliata è 720 × 720 pixel, la minima 250 × 250.

Sulla qualità Google chiede una cosa sola, detta in più modi: la foto deve rappresentare la realtà. A fuoco, ben illuminata, senza modifiche significative e senza un uso eccessivo di filtri. Da qui la ragione per evitare le immagini di repertorio e le grafiche con scritte promozionali: non mostrano la sede.

Un'avvertenza che riguarda le sedi nuove: foto e video compaiono su Google solo dopo la verifica della scheda.

Quali foto caricare

Google distingue tre tipi. Il logo aiuta a riconoscere il brand. La foto di copertina è quella che scegli per rappresentare la sede in cima al profilo: Google precisa che impostarla non garantisce che compaia sempre come prima immagine. Le foto dell'attività sono tutto il resto.

Per il resto vale una regola di buon senso: mostrare ciò che un cliente vedrà. L'esterno, da più angolazioni e con l'insegna, perché serve a riconoscere il posto arrivando. Gli interni, per far capire ambiente e dimensioni. I prodotti o il servizio mentre viene svolto. Le persone che ci lavorano, se sono d'accordo. Gli elementi pratici che tolgono un dubbio: il parcheggio, l'accesso senza barriere, la sala d'attesa.

Le foto caricate dai clienti restano accanto alle tue e non si possono togliere a piacere: si può chiederne la rimozione solo quando violano le norme. Il modo per bilanciarle è averne di tue, recenti e numerose.

Come aggiungere le foto

Le foto si caricano dal profilo dell'attività:

  1. Apri il profilo dell'attività. Cerca su Google o su Maps il nome dell'attività e la città con l'account che la gestisce.
  2. Seleziona «Foto». Scegli «Foto» e poi «Aggiungi foto».
  3. Carica le immagini. Seleziona una o più foto in formato JPG o PNG, tra 10 kB e 5 MB.
  4. Imposta copertina e logo. Con «Aggiungi una foto di copertina» e «Aggiungi un logo» scegli le due immagini che rappresentano la sede e il brand.
Schermata ricreata della sezione Foto e video del profilo dell'attività su Google: pulsante Aggiungi foto, foto di copertina e logo
Il percorso: pulsante «Foto», poi «Aggiungi foto». Copertina e logo si impostano dalla stessa finestra.

Dopo il caricamento Google verifica che i contenuti rispettino le norme. Le foto più recenti vengono mostrate per prime nel profilo: aggiungerne con regolarità tiene aggiornata l'immagine della sede. Se una foto caricata non compare, può trattarsi di un duplicato di un'immagine già presente.

Le foto in una rete: il divario tra sedi

In quasi tutte le reti la situazione è la stessa: poche sedi con molte foto, di solito le più recenti o quelle con un responsabile attento, e molte con quasi nessuna, o solo con quelle dei clienti. La media di rete nasconde il problema. Il dato utile è la distanza tra la sede più fornita e quella più povera.

Per ridurla serve una dotazione minima uguale per tutti, per esempio esterno, ingresso, tre interni, prodotti e squadra, con istruzioni semplici per chi scatta. Per caricarle, chi ha dieci o più sedi può usare il foglio di lavoro per il caricamento collettivo. Logo e copertina vanno decisi dalla sede centrale, perché sono l'immagine del brand.

Schema di sintesi sulle foto della scheda Google: formati, peso e risoluzione ammessi, obiettivo di oltre cento foto e dotazione minima per ogni sede
Le foto in sintesi: i requisiti di Google, la soglia a cui puntare e cosa non deve mancare.

Un conto veloce

Quante foto ha la sede più fornita della tua rete, e quante quella che ne ha meno? La distanza tra le due è il primo dato da guardare. Il secondo è la data dell'ultima foto caricata dall'attività, sede per sede.

Come ti aiuta Calton

Una dotazione di foto comune, aggiornata in ogni sede

Il divario tra sedi nasce quando le foto dipendono dalla buona volontà di ciascuna. Con Calton le immagini si caricano e si aggiornano da un'unica dashboard: quelle comuni del brand su tutte le schede, quelle locali dove servono.

Il customer success Calton vi aiuta a definire la dotazione minima per ogni sede e a tenerla viva nel tempo, con un calendario di aggiornamento.

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