Il Black Friday 2026 cade venerdì 27 novembre, il Cyber Monday lunedì 30. Per una rete di negozi la partita non si gioca solo sull'e-commerce. Prima di uscire di casa molti clienti cercano su Google l'offerta, la sede più vicina, l'orario di apertura. Quello che trovano nella scheda di quella sede decide se entreranno, e in quale negozio.

In questa guida vediamo cosa preparare nella scheda Google di ogni sede, in quale ordine e con quali regole: orari speciali, post con le offerte, prodotti, recensioni, fino a cosa leggere a dicembre. Il punto di vista è quello di chi gestisce molte sedi, dove l'errore tipico non è una scheda sbagliata ma venti schede disallineate.

Perché la scheda Google conta nel Black Friday

L'anno scorso il Black Friday in Italia valeva tra i 4 e i 5 miliardi di euro, secondo le stime di Codacons e Confcommercio. Le stime per il 2026 escono di solito a ridosso dell'evento. Una parte importante della spesa passa ancora dai negozi: nell'indagine Confcommercio-Format Research del novembre 2025, la più recente disponibile, due acquirenti su tre prevedevano di comprare anche, o solo, in un negozio fisico.

Il Black Friday dell'anno scorso (2025): chi passa dal negozio
67,7%
degli acquirenti previsti compra anche, o solo, in un negozio fisico.
17,5%
compra solo in negozio, senza passare dagli acquisti online.
34,6%
usa l'intelligenza artificiale per confrontare le offerte.

Fonte: indagine Confcommercio-Format Research, novembre 2025, 1.310 interviste online a consumatori maggiorenni. Le percentuali dei negozi sono calcolate su chi prevedeva acquisti nella settimana del Black Friday (70,2% degli intervistati). È l'ultima indagine disponibile a ottobre 2026.

Lo stesso studio mostra un dato da non sottovalutare: oltre un terzo di chi compra usa l'intelligenza artificiale per confrontare le offerte. Il percorso, quindi, parte spesso da una ricerca e arriva in una sede precisa. Chi cerca vuole sapere se la sede è aperta, se ha il prodotto e se vale la pena andarci. Sono informazioni che stanno nella scheda.

Anche i tempi contano. L'interesse per il Black Friday cresce nelle settimane precedenti e si spegne nei primi giorni di dicembre, ogni anno allo stesso modo, come mostra Google Trends. Le schede vanno preparate prima che le ricerche salgano, non il giorno stesso.

Google Trends, Italia, ultimi cinque anni: l'interesse per «black friday» cresce a novembre e crolla a inizio dicembre
Google Trends, ricerca «black friday» in Italia negli ultimi cinque anni: l'andamento si ripete ogni anno (schermata dell'ottobre 2025).

Il calendario: cosa fare e quando

In una rete il lavoro si divide in cinque momenti. Entro fine ottobre si raccolgono dalle sedi aperture, orari e offerte, e si decide chi aggiorna e chi controlla. Nella prima metà di novembre si pubblicano orari speciali, post e prodotti. Dal 16 al 26 novembre si controlla che tutto sia online come previsto. Dal 27 al 30 si presidiano le schede, soprattutto recensioni e segnalazioni dalle sedi. A dicembre si legge cosa è successo, sede per sede.

Calendario di sintesi del Black Friday 2026 per le schede Google di una rete: raccogliere entro fine ottobre, pubblicare dall'1 al 15 novembre, controllare dal 16 al 26, presidiare dal 27 al 30, leggere i risultati a dicembre
Cosa fare nelle schede di ogni sede, dalle settimane che precedono il Black Friday a dicembre.

Ne abbiamo parlato anche nella puntata 33 di Local Impact, la serie video di Calton, dedicata alla preparazione delle schede per il Black Friday.

Orari speciali: il primo dato che il cliente controlla

Molte reti prolungano l'apertura il venerdì e nel weekend, oppure organizzano aperture straordinarie. Gli orari speciali servono a questo: cambiano l'orario solo nei giorni indicati, senza toccare quello abituale. Si impostano dal profilo, in «Modifica profilo», poi «Orario» e «Orari speciali». Per ogni giorno si può indicare la chiusura o più fasce orarie. Un orario che supera la mezzanotte va diviso su due giorni, e gli orari speciali funzionano solo se la scheda ha già l'orario standard.

Schermata della scheda Google: sezione Orari speciali con una data aggiunta e le festività da esaminare
La sezione «Orari speciali» del profilo: le festività proposte da Google si confermano con «Esamina», le altre date con «Aggiungi una data».

In una rete gli orari si caricano spesso in blocco, con il foglio di lavoro di Google per più sedi. Qui c'è la trappola più frequente. La guida di Google avverte che, per aggiungere solo gli orari speciali, il file deve contenere soltanto il codice negozio e la colonna «Orari speciali»: le colonne lasciate vuote cancellano i dati già presenti. Chi lavora con le API usa il campo specialHours della Business Information API. Le regole di base sono spiegate nell'articolo sugli orari della scheda Google.

Dopo la pubblicazione, gli orari vanno sorvegliati. Da settembre 2026 il titolare ha 4 giorni per accettare o rifiutare una modifica suggerita da un utente. Se non risponde, Google può pubblicarla quando trova conferme in altre fonti, per esempio il sito. Nel periodo dei saldi, quando molte persone segnalano orari che vedono cambiare, le notifiche delle schede vanno lette ogni giorno.

Offerte ed eventi nei post

Il post di tipo Offerta è il formato pensato per le promozioni. Titolo, data e orario di inizio e fine sono obbligatori; codice coupon, link e condizioni sono facoltativi, ma servono a evitare discussioni alla cassa. Il post Evento è utile per un'apertura straordinaria o una serata dedicata. Il dettaglio dei campi è nell'articolo sulle offerte nella scheda Google.

Due accorgimenti pratici. Oggi la guida di Google prevede l'opzione «Programma questo post»: le offerte si possono preparare all'inizio di novembre e far partire alla data giusta. E un post non è online finché il suo stato non è «Pubblicato». Se resta «In attesa» o viene segnato come «Non approvato», non compare né nella Ricerca né su Maps. In una rete serve qualcuno che controlli lo stato dei post in tutte le sedi, non solo in quella in cui sono stati creati.

Nel testo dei post non vanno messi numeri di telefono o indirizzi email: Google può rimuovere i post con contatti non verificati. Gli hotel, invece, non possono pubblicare post Offerta né citare sconti. Da ottobre 2026 Google mostra di nuovo le visualizzazioni dei post nella dashboard del profilo, secondo Search Engine Roundtable: è un modo per capire quali offerte hanno raggiunto più persone.

Lo sconto nel post: la regola dei 30 giorni

C'è un aspetto che spesso si dimentica quando l'offerta esce dal volantino e arriva sulla scheda. In Italia ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo precedente, cioè il più basso applicato nei 30 giorni prima dello sconto. Lo prevede l'art. 17-bis del Codice del Consumo, introdotto con la direttiva Omnibus. Le domande frequenti del Ministero delle Imprese chiariscono che la regola vale per gli annunci fatti in ogni canale, e che per le campagne delle catene il prezzo precedente va comunque esposto nel punto vendita.

Esempio illustrativo: la regola dei 30 giorni
79 €
il prezzo più basso applicato nei 30 giorni prima dello sconto. È il prezzo di partenza da indicare.
−20%
lo sconto annunciato nel post Offerta, calcolato su quel prezzo e non sul listino.
63,20 €
il prezzo finale che il cliente deve trovare in negozio e alla cassa.

Esempio illustrativo: i prezzi non si riferiscono a un cliente. Il riferimento normativo è l'art. 17-bis del Codice del Consumo.

Le FAQ non citano espressamente i post delle schede Google, ma un post che annuncia uno sconto su un prodotto preciso è, nei fatti, un annuncio di riduzione di prezzo: conviene calcolare lo sconto sul prezzo dei 30 giorni e verificare il caso con il proprio ufficio legale. Il tema è sorvegliato. Nel controllo coordinato dalla Commissione europea sul Black Friday dell'anno scorso, su 314 negozi online il 30% indicava gli sconti in modo scorretto.

Prodotti e disponibilità in negozio

La sezione Prodotti mostra direttamente nella scheda gli articoli in promozione, con foto, prezzo e link. Per una singola sede si inseriscono a mano; per una rete conviene sapere che i prodotti del profilo si gestiscono da Merchant Center. Se si attiva la sincronizzazione automatica del catalogo, i prodotti caricati a mano vengono sostituiti.

Schermata della scheda Google: modulo Aggiungi prodotto con nome, categoria, prezzo, descrizione e link
Il modulo per aggiungere un prodotto alla scheda: nome e categoria obbligatori, prezzo, descrizione e link facoltativi.

Le catene con un catalogo strutturato possono andare oltre. Con le schede locali senza costi di Merchant Center, disponibili anche in Italia, i prodotti venduti in negozio compaiono su Google con la loro disponibilità; con gli annunci di inventario locale si può anche segnalare il ritiro in giornata. È lo stesso tipo di informazione che i clienti cercano sempre di più: secondo Think with Google crescono in Italia le ricerche su disponibilità in negozio, ritiro e reso in negozio. Qualunque strada si scelga, conta una cosa: prezzo e disponibilità nella scheda devono essere quelli che il cliente trova in sede. I prodotti aiutano anche a comparire nelle justifications, le frasi che Google mostra sotto i risultati locali per spiegare perché un'attività è pertinente.

Nome e descrizione: cosa non toccare

La tentazione di scrivere «Black Friday» nel nome della sede è comprensibile, ma le linee guida di Google vietano di aggiungere al nome informazioni non necessarie, come slogan o orari, e il rischio è la sospensione del profilo. Anche la descrizione non può contenere promozioni o prezzi. Le offerte vanno nei post, gli orari negli orari speciali. In una rete basta una sede che sbaglia per creare un problema: le regole vanno scritte e condivise prima di novembre.

Ricerca con l'AI: cosa cambia per le sedi

AI Mode è disponibile in Italia, in italiano, dall'ottobre 2025: il Black Friday 2026 è il primo che si gioca con un anno intero di AI Mode alle spalle. Le risposte attingono ai dati di Google, schede comprese: orari, prodotti, recensioni. Negli Stati Uniti Google si è spinta oltre e, per alcune categorie di prodotti, chiama i negozi vicini per chiedere disponibilità e prezzi al posto dell'utente. In Italia questa funzione non è attiva, ma la direzione è chiara: più i dati della scheda sono completi e coerenti, meno l'AI deve indovinare.

Già oggi Google può telefonare a un'attività per confermare dati come gli orari. Il titolare può gestire queste chiamate dalle impostazioni avanzate del profilo, alla voce sulle chiamate e i messaggi automatici di Google. Come le recensioni entrino nelle risposte delle AI è spiegato nell'articolo su come le AI usano le recensioni.

Recensioni nel periodo di picco

Più clienti significa più esperienze da raccontare, nel bene e nel male. Il picco del Black Friday è un buon momento per chiedere recensioni, a patto di farlo nel modo giusto. Le norme di Google vietano di offrire sconti, prodotti o altri vantaggi in cambio di una recensione, di invitare solo i clienti soddisfatti e di sollecitare il cliente mentre si trova nel punto vendita. Si può invece invitare tutti i clienti dopo l'acquisto, per email o SMS, e lasciare a disposizione il codice QR della scheda, che Google fornisce nel profilo.

Schermata della scheda Google: link e codice QR per chiedere recensioni ai clienti
Il link e il codice QR delle recensioni, nella sezione «Ottieni altre recensioni» del profilo.

Un errore da evitare è legare la recensione alla promozione: «lascia una recensione e ricevi il 10% sul prossimo acquisto» è proprio un incentivo vietato. Le conseguenze non sono solo per la singola recensione. Quando rileva recensioni false, Google può limitare il profilo per un periodo: niente recensioni nuove, recensioni esistenti nascoste, un avviso pubblico. E con un picco improvviso di recensioni spam mette in pausa quelle nuove. In Italia le recensioni false o comprate sono pratiche commerciali ingannevoli per il Codice del Consumo. Per le reti di ristorazione vale anche la legge 11 marzo 2026, n. 34, che considera lecite solo le recensioni scritte entro 30 giorni dall'esperienza e non frutto di sconti o altri vantaggi.

Sintesi su cosa è consentito e cosa no nel chiedere recensioni durante il Black Friday, e su cosa rischia la scheda
Chiedere recensioni nel periodo di picco: cosa è consentito, cosa no e cosa può succedere alla scheda.

L'altra metà del lavoro è rispondere. Nei giorni di picco le recensioni arrivano in tutte le sedi insieme, e quelle negative raccontano spesso le stesse cose: attese, prodotti finiti, offerte non trovate in negozio. Rispondere in fretta, con un metodo comune, evita che un problema organizzativo diventi la prima cosa che legge chi arriva dopo. Il metodo è nell'articolo su come rispondere alle recensioni; per le recensioni sospette, in quello sulle recensioni false.

Il controllo, scheda per scheda

Prima del 27 novembre conviene fare un ultimo passaggio su ogni sede. La tabella riassume cosa controllare e dove, in una rete, si sbaglia più spesso.

Il controllo da fare su ogni scheda
Cosa verificare prima del 27 novembre e dove si sbaglia più spesso in una rete di sedi
Elemento Cosa controllare L'errore tipico in una rete
Orari speciali 27, 28, 29 e 30 novembre impostati in ogni sede, chiusure comprese Sedi dimenticate o orari cancellati da un caricamento in blocco
Post Offerta Date di inizio e fine, condizioni, stato «Pubblicato» Post rimasti «In attesa» o rifiutati senza che nessuno se ne accorga
Sconti Percentuale calcolata sul prezzo più basso dei 30 giorni precedenti Sconto calcolato sul listino pieno
Prodotti Prezzi e disponibilità uguali a quelli del negozio Prezzi dell'anno scorso ancora online
Nome e descrizione Nessun riferimento a promozioni «Black Friday» aggiunto al nome della sede
Modifiche suggerite Notifiche lette ogni giorno Orari cambiati da altri utenti e accettati per silenzio
Recensioni Risposta entro pochi giorni, in tutte le sedi Sedi senza nessuno incaricato di rispondere

Dopo il Black Friday: cosa leggere a dicembre

Le settimane del Black Friday sono anche un test della rete. Le recensioni di quei giorni dicono quali sedi hanno retto il carico e quali no, e di cosa hanno parlato i clienti: personale, attese, disponibilità dei prodotti, chiarezza delle offerte. Letti per temi e confrontati tra le sedi, questi segnali indicano cosa sistemare prima delle festività, come spieghiamo nell'articolo sull'analisi delle recensioni per temi e sentiment.

Le recensioni però raccontano solo una parte dell'esperienza. Un breve sondaggio inviato ai clienti dei giorni di picco raccoglie anche la voce di chi non scriverebbe mai una recensione, con domande scelte dall'azienda, per esempio il Net Promoter Score di ogni punto vendita. È lo stesso lavoro che serve per prepararsi a Natale: orari delle festività da impostare, offerte da cambiare, sedi da seguire più da vicino.

Come ti aiuta Calton

Orari, recensioni e feedback di tutte le sedi, nello stesso posto

Con il Local Listing di Calton gli orari speciali del Black Friday si aggiornano in blocco sulle schede Google Business Profile di tutte le sedi, da un'unica dashboard. Il team Calton affianca la rete dall'onboarding, con l'audit e l'ottimizzazione iniziale delle schede.

Nelle settimane del picco le recensioni di Google e delle altre piattaforme arrivano nella stessa dashboard, con risposte con AI o template e il tasso di risposta di ogni sede. Dopo il Black Friday i sondaggi raccolgono NPS e feedback per punto vendita, e la topic analysis mostra di cosa hanno parlato i clienti, sede per sede.

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Fonti consultate il 16 ottobre 2026 e ricontrollate il 25 ottobre 2026: pagine di assistenza di Google Business Profile e Merchant Center e norme sui contenuti di Google Maps, linkate nel testo; blog ufficiale di Google; Search Engine Roundtable; Think with Google Italia; FAQ del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sugli annunci di riduzione di prezzo; Commissione europea; legge 11 marzo 2026, n. 34. Dati di mercato: Codacons (2024 e 2025) e Confcommercio (2025) per il giro d'affari, indagine Confcommercio-Format Research (novembre 2025) per i canali d'acquisto; al 25 ottobre 2026 non risultano ancora stime pubblicate per il Black Friday 2026. Le indicazioni normative non sostituiscono un parere legale.